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Il Crocifisso in aula non discrimina |
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 di Marcello Masotti
La sentenza della Grande camera di Strasburgo rende giustizia alle ragioni dei cristiani e fa riconciliare colle istituzioni europee che hanno avuto tra i fondatori grandi uomini di fede cristiana. I diritti dell’uomo non possono essere contrapposti ai fondamenti religiosi della civiltà europea che sono il loro presupposto. In nome della libertà religiosa si finiva per limitare questa libertà per la religione storica del popolo italiano, negandone il diritto di espressione nello spazio pubblico. Il Crocifisso rappresenta il simbolo di valori universali di uguaglianza, fratellanza, tolleranza e amore universale intorno ai quali si è costruita la civiltà italiana ed europea. Anche nelle celebrazioni dell’unità d’Italia è emerso che l’identità del popolo italiano si è andata sviluppando intorno al Cristianesimo che ha informato di sé ed ha plasmato il pensiero, il paesaggio, l’arte e la letteratura
ed è anche stato il riferimento di un pensiero sull’uomo da cui sono scaturite la democrazia e la libertà. L’identità cristiana di cui il Crocifisso è l’emblema serve oggi, più di sempre, di fronte alle sfide del nostro tempo: quella della globalizzazione che mette in contatto e fa confluire moltitudini di persone da mondi diversi con enormi problemi di integrazione; e quella della scienza che per dispiegare le sue potenzialità ha bisogno di un riferimento morale e di senso del limite senza i quali non servirà l’uomo ma andrà contro di esso. |