risoluzione video: 1024x768 1280x1024
Quale futuro per l'Europa?

Radici cristiane e relativismo radicale; popoli e politiche dell'Unione

di Marcello Masotti

Il tema dell'Europa è ormai all'ordine del giorno della politica, dell'economia , nei dibattiti culturali.
La visione cristiana dell'uomo è oggi insidiata da costumi e correnti di pensiero  laiciste e relativiste e non detta più scelte di vita che invece sempre più vengono tratte da modelli di comportamento secolari all'insegna dell'individualismo e del consumismo. C'è una sorta di pragmatismo, considerato inevitabile accettazione di un male minore, che giustifica il compromesso o la negazione di valori umani essenziali  (vita , famiglia, educazione). C'è, poi, anche la sfida dell'immigrazione islamica.
Nella politica e nelle  istituzioni l'Europa non corrisponde all'originario disegno dei padri fondatori. De Gasperi, Adenauer , Schuman, tre cattolici, avevano immaginato  un'Europa con fondamenti comuni derivanti dalla storia e dalla cultura e in particolare dalla eredità cristiana con il richiamo alla dignità inviolabile della persona umana derivata dalla apertura alla trascendenza, capace di ispirare la solidarietà e la sussidiarietà per costruire  "l'Europa dei popoli" e non del centralismo burocratico e degli interessi forti. De Gasperi alla Conferenza di Parigi nel 1946 per il trattato  di pace aveva difeso con tutte le sue forze gli interessi dell'Italia di fronte ai vincitori della guerra; qualche anno dopo si faceva promotore di una politica di integrazione delle nazioni del vecchio continente nella" nostra patria Europa".
Anche G. Paolo II in quel grande libro che è  "Memoria e identità"aveva illustrato  il patrimonio spirituale della nazione, il significato e il valore della patria(per lui quella polacca) ma anche  della patria più  grande, l'Europa, sottolineando il valore di ambedue e la necessità di una loro feconda integrazione.
Nella costruzione dell'Unione non si è voluto nella Costituzione il richiamo alle radici cristiane dell'Europa. La storica Marta Sordi ha scritto al proposito  che "quando rifiuta le radici cristiane, la nuova Europa non rifiuta una fede ma l'humanitas di Roma, la ragione e la natura".
In realtà  nella costruzione dell'Unione è  andata sempre più prevalendo una dimensione radicale e laicista figlia della ispirazione che  aveva a suo tempo prodotto il manifesto di Ventotène.
Sembra che oggi  sull'Europa spiri anche  il vento  della globalizzazione selvaggia che vogliono le élites economiche e finanziarie mondiali per piegare  le resistenze delle persone, delle famiglie e delle nazioni di fronte ai grandi interessi e  così rinnovando vecchie sudditanze tra paesi e classi dominanti e stabilendo nuove egemonie .
In questa  situazione si stanno radicalizzando le posizioni e si irrigidiscono i contrasti  di interessi e di culture: le ragioni dell'identità da una parte sostenute da quelli, chiamati sovranisti o populisti, che contestano i devastanti vincoli europei in contrasto con gli interessi nazionali  e dall'altra i fautori dell'abbattimento delle frontiere, i mondialisti sostenitori della globalizzazione a tutti i costi. Lo scontro tra i sostenitori dell'Unione e i suoi avversari è rimbalzato in primo piano anche nella recente campagna elettorale.
Benedetto XVI in un discorso importante e premonitore pronunziato nel marzo del 2007 al convegno promosso dalla commissione degli Episcopati della Comunità europea faceva un forte richiamo per il futuro del Continente: "L'Europa rischia il congedo dalla storia": il crollo della natalità segno della perdita di fiducia, mette a rischio la crescita e minaccia la coesione sociale. Il progetto di unificazione non è  sempre condiviso perché ignora le attese dei cittadini. Aggiungeva: "Da tutto ciò emerge chiaramente che non si può pensare di edificare un'autentica casa comune europea trascurando l'identità propria dei popoli di questo nostro Continente. Si tratta infatti di un'identità storica, culturale e morale, prima ancora che geografica, economica o politica; un'identità costituita da un insieme di valori universali, che il Cristianesimo ha contribuito a forgiare, acquisendo così un ruolo non soltanto storico,  ma fondativo nei confronti dell'Europa" .
Sono invitati a parlare del Futuro dell'Europa il politologo Maurizio Cotta e il filosofo Stefano Fontana autori di due volumi usciti di recente"Un'altra Europa è possibile Che fare per salvarla" e "Europa :la fine delle illusioni". Sono analisi critiche e vere. Scrive Fontana: "É molto probabile che l'Europa sarà salvata-se effettivamente lo sarà- da chi oggi la critica a fondo e non dai compiacenti o dai paurosi" .

 
Copyright © 2018 Scienza&Vita – Firenze – p.IVA 94137430487. Tutti i diritti riservati.

We use cookies to improve our website and your experience when using it. Cookies used for the essential operation of the site have already been set. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information