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Gender, la famiglia fra ideologia e verità

Di Marcello Masotti

A distanza di alcuni anni dalla pubblicazione degli atti dei convegni promossi sulle problematiche del Gender ,  Scienza&vita Firenze torna ancora su questo tema.In un clima culturale e politico di relativismo morale  sono passate leggi contrarie alla famiglia come il matrimonio omosessuale, mentre  continua la massiccia  pressione sulla scuola, anche dell'infanzia, iniziata con la diffusione dei libretti dell'Unar, che dietro l'educazione contro le discriminazioni omofobe, in realtà tende a modificare la natura umana, la verità sull'uomo, sovvertendo consolidate tradizioni di vita e di civiltà e a portare anche tra i più piccoli e tra i giovani l'ideologia che il sesso è questione di cultura e che, pertanto, risulta  intercambiabile . La propaganda per il gender, spinta dall'ideologia e anche dagli interessi, dilaga ormai sulla stampa e nei grandi mezzi di comunicazione e trova campo anche nelle istituzioni, come documenta un convegno di questi giorni organizzato presso il Consiglio regionale della Toscana.Nei convegni precedenti abbiamo ripercorso le tappe attraverso cui tale ideologia si è formata: a partire dagli anni trenta/quaranta del secolo scorso con apporti diversi che vanno dal filone della libertà sessuale (le teorie della rivoluzione sessuale di William Reich e sull'omosessualità di Kinsey) a quello del femminismo che nella fase dell’ottocento è impegnato a rivendicare il valore della diversità della donna nei confronti dell’uomo, ma poi, nel novecento, proclama la uguaglianza attraverso la cancellazione delle differenze tra maschio e femmina. Le femministe americane e la loro teorica, Judith Butler, affermano che per la totale liberazione della donna bisogna distruggere i modelli maschili e femminili. Non è estranea al processo neppure l’utopia egualitaria che ricompare, sotto vesti diverse, passando dall’egualitarismo economico e sociale a quello dei sessi.
Tale miscela di idee è divenuta ancor più esplosiva negli ultimi decenni a seguito di idee e mode imperanti: il secolarismo, l’individualismo parossistico, il relativismo, l’abbandono dell’idea di Dio senza il quale l’uomo pensa di non avere limiti e di poter fare tutto, “anche rifiutare la propria natura in nome della cultura”.
Ma un sostegno rilevante all'espandersi del Gender è stato fornito anche dal disegno, definito "gnostico" da Gotti Tedeschi, di trasformazione culturale, morale e sociale portato avanti dalle grandi assise internazionali patrocinate da ONU, FAO, OMS,UNESCO, Banca Mondiale, FMS e dai think tank delle grandi fondazioni statunitensi insieme alla politica, a partire dagli anni  ‘70 e, in particolare, dal rapporto Kissinger del 1974, ove erano delineati gli obiettivi per il nuovo ordine mondiale contro le nazioni e contro la famiglia: "controllo delle nascite", i "nuovi paradigmi etici della salute e dei diritti", le "anticredenze religiose", l'appoggio a leaders "rieducati". È parte importante in questi programmi promuovere il Gender e l'omosessualità come attestano  , ad esempio, le campagne odierne  del magnate-finanziere Soros su questi temi.
Per illustrare il Gender vogliamo ricordare le parole autorevoli dei pontefici, di valenza "umana e di ragione" prima ancora che  religiosa: Benedetto XVI nel Discorso alla curia romana del 2008 affrontava tali temi. La Chiesa, dice, ....deve proteggere anche l’uomo dalla distruzione di se stesso. É necessario che ci sia qualcosa come una ecologia dell’uomo, intesa nel senso giusto. Non è una metafisica superata, se la Chiesa parla della natura dell’essere umano come uomo e come donna e chiede che quest’ordine della creazione venga rispettato. Ciò che spesso viene espresso e inteso con il termine “gender”, si risolve in definitiva nella autoemancipazione dell’uomo dal creato e dal Creatore".
Anche l'attuale pontefice è intervenuto più volte. Papa Francesco nell'udienza all'Ufficio per l'infanzia del 11/Aprile 2014 afferma:"...occorre ribadire il diritto dei bambini a crescere in una famiglia, con un papà e una mamma capaci di creare un ambiente idoneo al suo sviluppo e alla sua maturazione affettiva.....Ciò comporta al tempo stesso sostenere il diritto dei genitori all'educazione morale e religiosa dei propri figli"  e.....  "con i bambini e con i giovani non si può sperimentare.... Gli orrori della  manipolazione educativa che abbiamo vissuto nelle grandi dittature genocide del secolo XX non sono spariti; conservano la loro attualità sotto vesti diverse e proposte che, con pretesa di modernità, spingono i bambini e i giovani a camminare sulla strada dittatoriale del"pensiero unico" . E in altra occasione, nel Lungomare di Napoli all'incontro coi Giovani:" la famiglia è in crisi e non è una novità, la famiglia è sotto attacco. C'è un secolarismo attivo, ci sono colonizzazioni ideologiche non solo in Europa"....  tra le minacce più insidiose, continua il Papa, c'è"la teoria del gender, uno sbaglio della mente umana che fa tanta confusione".
Cerasa sul Foglio afferma che "il dramma della politica è che fischietta sull'apocalisse demografica";  il governo ha indetto la "Conferenza sulla famiglia" dando atto che la famiglia è stata in questi anni della crisi  economica punto di riferimento morale e sociale (lo era già stata forse anche di più durante la guerra e nella fase di ricostruzione del paese!).
Se, come scrive Marco Guerra"solo la famiglia può fermare la deriva", formuliamo l'auspicio che nascano dalla Conferenza provvidenze di natura economica e fiscale che, quantomeno, allineino l'Italia ad altri paesi come Francia e Germania ma , nel momento in cui si ventilano  provvedimenti per rendere il Gender obbligatorio nelle scuole, anche che sia rispettato l'articolo 30 della Costituzione che sancisce che spetta primariamente alla famiglia il diritto /dovere di educare i figli.
Marcello Masotti Presidente ScienzaeVita Firenze

 
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